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July 16 but i know from you eyes, and i know from your smile, that tonight will be fine, will be fine for a while.
dall’angolo del letto vedeva solo le sagome dei suoi vestiti appoggiati, scheletri irregolari abbandonati sullo schienale della sedia, mentre gli occhi abituati al buio seguivano le greche sbiadite della tappezzeria.
amava il contatto del lenzuolo sul corpo nudo, guardava il suo nella penombra, seguendosi le gambe e perdendo di vista le punte dei piedi, mentre cercava con le mani un altro calore accanto a sé. appoggiò le dita ancora intorpidite sulla grande schiena addormentata vicino a lei, abbracciandola piano per sentirne il respiro, regolare e ampio nel sonno, e poi il battito lievissimo del petto.
si acciambellò delicata attorno a lui, poi lo baciò sulla spalla, con le labbra dischiuse e silenziose, per non svegliarlo. lei odiava svegliarsi all’improvviso, odiava ritrovarsi l’alba dentro agli occhi senza il tempo di filtrarla un poco, senza riuscire a schermare il sole con le mani o con le persiane socchiuse.. odiava la mattina che entrava prepotente nella testa, con le sue catene di impegni detestabili, con le sue ore contate e le scadenze inesorabili dei calendari..ma soprattutto, odiava svegliarsi da sola.
la mattina le raffreddava le mani e le disegnava fitte forti nel petto, le toglieva calore e umanità, per poi coprirla soltanto di luce, solitudine e cattivo umore. ma non quel giorno, non con lui. poteva sentire la felicità attraverso il contatto caldo dei corpi, come una scarica elettrica sulla pelle, come una vertigine piacevole e improvvisa.. allora il mattino smetteva di prenderla in giro e scioglieva il freddo nell’abbraccio dei corpi intrecciati.
lui aprì gli occhi e li riempì tutt’un tratto di lei, del suo viso, del suo sorriso bello e stropicciato dall’alba, delle sue braccia sottili ad avvolgergli il petto. per un attimo rimase interdetto, il tempo di abituarsi alla luce flebile e al corpo nudo di lei premuto addosso, poi sorrise e si lasciò baciare, mentre l’alba si riversava luminosa nelle lenzuola, all’improvviso più docile e meno dolorosa.
fecero l’amore senza dirsi nulla, solo con la luce pallida filtrata dalle tende a illuminare i desideri, a ingrandirli come una lente e spargerli nella penombra. lei sentiva la gioia salirle nelle vene insieme al desiderio, inesorabile e contagiosa, di nuovo quella vertigine inaspettata che le faceva perdere i sensi e sorridere lo stomaco.. e mentre sentiva il corpo bruciare ed aprirsi a lui come un ventaglio, la sua pelle bollente gridava felicità.
quando si svegliò di nuovo, fu lo sguardo dolce di lui a riempirle gli occhi, a farla sorridere dentro mentre di nuovo prendeva coscienza del mattino. si sciolse dall’abbraccio in un attimo, rivestendosi in fretta e riordinando nella mente il filo logico dei pensieri, poi raccolse la borsa e sempre sorridendo, bellissima e delicata, prese la porta.
“mi chiamerai?” domandò lui guardandola allontanarsi svelta.
lei sorrise di nuovo, quel sorriso leggero che indossava spesso e che parlava al posto suo, alzando gli occhi a un cielo immaginario.
“non lo so” disse con naturalezza, più a se stessa che a lui, e alzando le spalle, scivolò fuori diretta alle scale. lui fissò per un attimo il soffitto, sfiorando la sagoma di donna sulle lenzuola stropicciate e ascoltando suo malgrado il rumore dei passi frettolosi che vibravano sulle pareti.
“dove sei stata?” si sentì domandare lei non appena si chiuse la porta del palazzo alle spalle. a fissarla c’era un altro paio di occhi inquisitori, un altro profondo sguardo interrogativo a cercare di leggerle i perché in faccia. lei lo guardò per un attimo: gli sembrava più bello ogni volta che lo incontrava, così perfetto nei lineamenti, così desiderabile in ogni piega della pelle, in ogni angolo del corpo.
“da nessuna parte” rispose lasciando sorridere i grandi occhi per lei, e poi baciandolo senza pensare a nulla. lui la fissò per un secondo, giusto il tempo di mettere da parte le bugie e i castelli in aria, bevendo convinto la sincerità dei suoi occhi. si sentì stupido e meschino per aver dubitato dell’onestà estrema del suo sguardo, in fondo, dentro ci trovava tutto ciò che avrebbe voluto leggervi, e tanto gli bastava.
la strinse a sé e poi la prese per mano,e lei sentì di nuovo nella pelle la felicità, il desiderio, la scarica elettrica, la vertigine improvvisa. di nuovo perfettamente calda, perfettamente a casa, perfettamente felice.
buttò un occhio sulla finestra socchiusa che s’allontanava dalla vista, poi voltò il viso e tornò a svuotarsi i pensieri. non si guardava mai alle spalle. non amava rimuginare sul passato e sui peccati, perché non ne vedeva, seguiva un filo logico alla deriva e trovava l’equilibrio sul filo spinato del piacere, senza cercare macchie e spiegazioni.
la sua coscienza non aveva mai vibrato, dormiva placata dalla consapevolezza dell’amore mai arginato, della passione mai trattenuta, della libertà regalata al corpo, dei freni abbattuti della mente.
abitava anime e lenzuola con la curiosità vivace di un viaggiatore mai stanco, di un eterno ulisse, instancabile dispensatore di felicità, ma senza nessuna itaca in cui tornare. e sorrideva sempre, di giorno, di notte, a uomini e donne..amava ad ogni passo, sguardi, occhi, corpi e menti, senza chiedere niente in cambio se non calore e desideri da bruciare insieme.
e dormiva serena, contando le nuvole e gli orgasmi, e si svegliava ad ogni alba col sorriso soddisfatto di chi fa l’amore con la carne e con i sogni.
July 02 i'm on the road to find out
quando smetterò di sanguinare tornerò a vibrare. quando sarò in grado di aprire gli occhi tornerò a osservare. quando avrò distrutto queste pareti raccoglierò i miei vetri. quando avrò gambe robuste rincorrerò gli aquiloni. quando saprò decifrare le ferite chiamerò il dolore per nome. quando rimetterò insieme i pezzi il quadro avrà di nuovo un senso. quando smetterò di sentirmi potenzialmente niente mi sentirò improvvisamente tutto
chameleon it is just raining
non c'è l'ovile non c'è l'abbraccio caldo non c'è l'amore non c'è il mare non c'è il blu ci sono labbra chiuse ci sono guance rosse c'è tantissimo verde c'è il cielo giallo c'è sole dalle fessure grandi sogni intrappolati negli alberi e immense ali spiegate
eppure sono tornata a casa e ho sentito il profumo dell'erba tagliata
è ancora così forte il bisogno ancorato nella pelle?
June 17 implosioneeccomi.
brandelli d'incoscienza e dubbi stretti nei pugni, guance bagnate e pioggia battente nei ventricoli. una discarica a cielo aperto, brutta e inconsapevole, odiata e disgustosa, coperta di intenzioni sbagliate, addobbata di rottami e immondizia sentimentale. gli occhi vorrebbero chiudersi e i pensieri vedersi venduti al primo compratore, in cambio di silenzi veri o di un'ora d'aria. la mente chiede pietà dal sovraccarico, supplica una sospensione di corrente mentre le scosse elettriche bruciano la materia grigia, ma dove si nasconde quando serve il tasto off? cerco a tentoni lo spegnimento, il timeout, il rimando a nuovo ordine.. sposto a casaccio cuore e neuroni, non controllo il respiro, sbatto la testa contro muri immaginari. cerco l'uscita da me stessa, una maniglia antipanico in fondo al corridoio o una finestra a piano terra da cui gettarmi.
salto nel vuoto.
elettrocardiogramma piatto.
tutto buio. fuori e soprattutto dentro. non c'è la tua torcia stanotte, non c'è il tuo sole, non c'è neppure l'ombra dell'ultimo raggio che ti ho sottratto. ho perso il conto dei furti d'energia e ho esaurito le scorte di tepore bianco da mettermi addosso. grigio, fumo, nero e nebulose, i miei occhi in lontananza. da soli. non c'è luce riflessa. una sagoma sbagliata si abbraccia le gambe in una tremolio innaturale. freddo nelle vene. aria marcia. ci sono solo io.
stasera non ho bisogno dello specchio per provocarmi disagi, no, stasera la mente non fa posto che al disgusto.
odiarmi non è mai stato così facile.
June 15 fuori e dentro tutto buiobird on the wire
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like a bird on the wire,
like a drunk in a midnight choir i have tried in my way to be free. like a worm on a hook, like a knight from some old fashioned book i have saved all my ribbons for thee. if i, if i have been unkind, i hope that you can just let it go by. if i, if i have been untrue i hope you know it was never to you. like a baby, stillborn, like a beast with his horn i have torn everyone who reached out for me. but i swear by this song and by all that i have done wrong i will make it all up to thee. i saw a beggar leaning on his wooden crutch, he said to me, you must not ask for so much. and a pretty woman leaning in her darkened door, she cried to me, hey, why not ask for more? oh like a bird on the wire, like a drunk in a midnight choir i have tried in my way to be free.
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come un uccello sul filo
come un ubriaco in un coro di mezzanotte ho cercato a modo mio di essere libera. come un verme sull'amo come un cavaliere in qualche libro antico e fuori moda ho conservato i miei brandelli per te. se non sono stata giusta spero tu possa lasciar correre se non sono stata sincera spero tu sappia che non mi rivolgevo a te. come un bimbo nato morto come una bestia col corno ho lacerato chiunque cercasse di raggiungermi. ma giuro su questa canzone e su tutto ciò che ho fatto di sbagliato che rimetterò ogni cosa a te. ho visto un mendicante appoggiato alla sua stampella di legno mi ha detto: "non devi chiedere tanto." e una graziosa donna affacciarsi dalla sua porta buia, mi ha urlato: "perché non chiedere di più?" come un uccello sul filo come un ubriaco in un coro di mezzanotte ho cercato a modo mio di essere libera. leonard cohen June 10 i need a dump truck baby, to unload my head
non capisco, mi hai stretta nel palmo senza scalfirmi mai, mi sono nutrita di carezze e calore mai restituiti, non hai preteso niente in cambio se non sorrisi negli occhi, e adesso che devo ridipingerti l'anima, non sono in grado di ricucirti. perchè io non so tenerti in mano senza ferirti? perchè nascondo l'ingratitudine dietro la schiena, perchè temo l'amore che preme nelle viscere? per l'ennesima volta mi vesto di nero e di scuse, invocando abbracci immeritati "nobody feels any pain (bob dylan - just like a woman)
June 03 nothing to hide anymore
the perfect words never crossed my mind..i don't wanna wait forever non parlerei d'odio, rimane un tabù tra le mura bianche del salotto, nemmeno d'indifferenza, male tremendo e lasciato marcire sotto i tappeti.. forse è la rabbia che esce calda dai pavimenti, che sfalda le mattonelle allineate e che dipinge a tinte forti le mie pareti..le nascondo dietro sorrisi d'intonaco, mentre dentro sento crollare anche le fondamenta, silenziose e frenate dagli anni. vorresti avere diritto ad un'altra possibilità, alla tua seconda culla, intrecciata nel vimini e imbottita di cuscini inconsapevoli e fiduciosi .. dov'è la tana adesso, dov'è il riparo dal temporale, dov'è il cerotto per il cuore, se non ci sono braccia a sollevarti? ti rimane il peccato originale, l'occhiata di rimprovero, l'intramontabile disapprovazione.. abbassi ancora gli occhi, come se avessi rubato i biscotti, mentre fingi di condividere una predica scomoda da educatrice fallita..e non riesci più a mandare giù le domande, perchè ti sembrano legittime adesso, ora che non puoi più contarti gli anni sulle dita, ora che sai che le colpe non sono tutte nere, non sono tutte inutili, non sono tutte tue. a volte urli le tue risposte, nel disperato tentativo di liberarti dei fantasmi e di sembrare adulta nelle intenzioni, poi taci, con la gola trafitta dalle fiamme, e fissi il vuoto d'occhi. perchè la bambina non sei più tu ma chi hai davanti, e mentre ti chiedi quand'è successo, nella confusione degli sguardi non sai più che parte recitare.. ti fissi le scarpe mentre il teatrino dei ruoli invertiti scivola nell'imbarazzo, nel disagio, nell'insensatezza. vorresti nasconderti dietro le quinte inesistenti, chiamarti fuori o pretendere almeno una controfigura decente ed invece sei costretta a recitare e distruggerti, in una realtà che di teatrale ha solo i toni, ma che fa male sulla pelle come una coperta di spilli. non sai quanto manchi al sipario nè tantomeno se ti toccheranno inchini obbligati, sai solo che a legarti al palco è un contratto, familiare ed inscindibile, e a gettarti sale sulle ferite è il solito patto di sangue.. ogni giorno più pesante, ogni minuto più urgente, ogni attimo più amaro May 31 meme
Queste le regole del gioco:
Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link: ross: http://aoirghe.wordpress.com/
• Descrivere le regole di svolgimento • Scrivere 6 cose che si preferisce fare • Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme • Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati
6 cose che mi piace fare:
w ironizzare fastidiosamente su tutto e su tutti w cantare in ogni occasione, anche solo per il gusto di disturbare w scrivere le sensazioni prima che mi sfuggano w leggere di notte w dormire w fare shopping terapeutico
nomino:
e chiunque altro lo voglia fare
May 14 green eyeslo incontrerai quando alzerai di nuovo gli occhi, le braccia arrese, dietro il solito angolo. ti vedrà, penserà a tutto e a niente e sorriderà sfrontato al tuo distogliere prudentemente lo sguardo.. scambierà la timidezza per orgoglio e testardo saprà cercarti. lui non lo sa ma tu lo conosci già molto bene, l'hai tratteggiato più e più volte nella testa, colorandolo ogni giorno un poco, con la pazienza certosina delle ricamatrici dei grandi sogni. lo cercherai fuggendo, come comanda la tua natura, felina e leggera nei passi.. si innamorerà delle scie che lasci e disegnerà per giorni le tue ombre che si allontanano..quando finalmente ti lascerai fissare gli occhi sarai più dolce di come ti immaginava, meno altera e più verde che mai. tu nel frattempo celerai la trasparenza e coverai delicata le emozioni, una a una, chiamandole per nome. toglierai dal cassetto quelle fantasie controllate che di nascosto stavi già intrecciando e avrai il coraggio di riporle altrove. avrai bisogno di spazio per conservare gli attimi e riordinare gli animi. lui ti inseguirà convinto ma mai pressante, romantico con parsimonia, sicuro di sè ma mai pedante. saprà gestire gli equilibri, tu non ami soffocare, in nessun verso, e lui ti catturerà scappando. sarai nervosa, strana, incontrollata, lui ti farà divertire, con l'ironia intelligente che hai sempre adorato, ti lascerà parlare, ti chiederà ogni cosa di te, tu inevitabilmente ti dimenticherai dei filtri. ne sentirai la mancanza per un secondo, poi lascerai cadere le difese pesanti come pietre e sentirai il tuo corpo ridere, le tue viscere stringere, il tuo stomaco sparire. lui sarà bellissimo all'improvviso, dentro le pupille, nelle mani grandi, nei capelli scomposti, lo farai a pezzi con la mente e ti divertirai a ricomporlo per scoprirne gli anfratti. vi guarderete da ogni angolazione, farete l'amore senza dirvi nulla e poi gli farai le fusa come un gatto acciambellato. sarà forte come roccia ma si sbriciolerà all'occorrenza per farsi piccolo nei tuoi abbracci immensi, saprà a memoria ogni spanna di te, rigirando tra le dita il tuo corpo sottile come uno stelo, bellissimo e minuto, deciso e leggerissimo. ti amerà naturalmente, senza smettere mai di raccogliere i sassi pensierosi che abbandoni sui tuoi sentieri: sarà pollicino ogni giorno della sua vita, arriverà alla tua casa sapendo già tutto. quando busserà alla porta gli rovescerai le tue lacrime addosso e lo seppellirai d' amore arretrato, lui ti porterà in braccio come un micio e ti scriverà poesie dentro agli occhi. riderai nelle labbra, nel cuore e nello stomaco, e nei giorni nebulosi in cui ti sentirai confusa ti chiederà perchè con un gesto soltanto, poi fisserete insieme il vuoto e troverete sparse nel cielo tutte le vostre risposte
May 05 quanta beltà tutta in una voltanothing can shine and show completely pearl days
April 12 loves takes courage
non so dire il giorno esatto
in cui hai compreso il mio spartito
baciato i sogni sulla pelle
fermato il battito nel mio respiro.
ma ricordo gesti di carta velina
intenzioni tracciate a matita
tenerezze in ordine numerico
e le mie lacrime etichettate
nei tuoi barattoli ragionevoli.
conservo nei miei archivi
desideri allacciati alle scarpe
domande mute di occhi
intrecci perenni di dita
due chitarre brillanti.
quando mi tieni in mano
il vestito di ciminiera
è una ghirlanda di sorrisi
luminosa a intermittenza
cosparsa di poesie minuscole.
guardale in trasparenza
più che un libro aperto
sono mille fogli sparpagliati
che senza penna
hai scritto tu.
April 08 de amicitia: la ricerca della kalokagathiaoggi voglio ammorbare i malcapitati in questi blog con una questione che mi preme moltissimo: l'ingiustissima bellezza delle mie amiche.
probabilmente non fregherà una benemerita mazza a nessuno, ma è da anni che mi chiedo perchè mai le persone di sesso femminile di cui mi circondo siano sempre di una figaggine superiore alla media.
che non facciano le finte tonte, le mie amate lettrici, che si sentano prese in causa, con i loro capelli biondi e non tinti, gli occhi di mare, o di sole, le tette a balcone, i culini rotondi, i sorrisi mentadent e i nasini delicati.. sapete benissimo che sto parlando di voi!
ma voglio fare un ragionamento. non diciamo baggianate: l'aspetto fisico almeno un po' conta. non ci innamorermo mai di un ragazzo che consideriamo brutto, banale, storto o per niente attraente; in amore l'attrazione fisica è il motore scatenante, la passione è l'ingrediente base, la bellezza, soggettiva ovviamente, la vediamo per forza nei nostri partner. mio fratello per dirmi che una ragazza non gli piace dice che ha un bel carattere. sottilmente spietato ma sincero. una volta sono uscita con un ragazzo che dopo 3 settimane di appuntamenti mi disse: "no beh, dai, sei simpatica", oppure "mi fai ridere". un mostro di galanteria insomma, il re del complimento.. ma fu chiaro: da poche, sintetiche parole, equivalenti circa a quattro colpi di machete nel ventre, ho capito che gli stavo simpatica come il suo cucciolo di cane, ma un po' meno del suo migliore amico. la nostra storia non aveva evidentemente il minimo futuro.
per chiudere la parentesi: in amore l'aspetto fisico è importante. ma in amicizia?
ma ovviamente no. l'amicizia è tutta una questione di compatibilità caratteriale, di sopportazione reciproca, di ascolto, comprensione, condivisione, scambi di ipinioni..l'attrazione fisica non c'entra assolutamente un tubo. anzi, avere amiche meno attraenti di noi solitamente giova all'autostima: andare in giro con dei casi umani inguardabili di solito aumenta le nostre possibilità di successo col ragazzo che stiamo puntando, ci fa sentire splendide e ci fa pure venire qualche senso di colpa, che scontiamo tentando di dare alle sopracciglia della nostra amica una forma normale. invano, chiaramente.
ma allora perchè le mie amiche sono tutte così dannatamente carine?? quale motore mi ha spinto a volermi così male da farmi amiche le più belle della classe?? davvero, io non lo so, ma è così! sappiate che a volte è frustrante.. essere fermate da un ragazzo che ti chiede il numero della bionda, altrimenti della morettina alla tua destra..sentirsi carine per una festa e poi cambiare idea non appena si vede la fisicata delle tue accompagnatrici..ascoltare gli alti e bassi dei principi azzurri altrui chiedendosi che cazzo stia aspettando il tuo a palesarsi.. sopportare gli sproloqui di fratelli, amici, cugini, caduti vittime del fascino di tutte le tue amiche.. chiedersi perchè loro hanno balconi fioriti come davanzali e tu giusto un paio di ciliegie, e perchè mai a te i jeans fasciano le gambe come dei salami e a loro invece stanno bene pure gli scarti del mercato..
la loro innegabile bellezza le rende attraenti pure ai tuoi occhi. non scherzo: credo di essere eterosessuale (chiamare il mio ragazzo per una conferma), ma queste fate belledentroefuori ti sembrano più irraggiungibili ogni giorno che passa. le ammiri, racconti loro tutta la tua vita cercando un conforto, te le coccoli sconsolata quando puoi, e un pochino, senza cattiveria,ma con molta sincerità, le invidi. vorresti essere un po' fata anche tu, un po' bionda a giorni alterni, un po' mangiauomini con lo sguardo e bella anche appena si sveglia, o appena esce dalla doccia, col turbante il testa e le ciabatte di paperino ai piedi.
adesso so che si arrabbieranno, che mi daranno della visionaria, della paranoica, e pure un po' psicolabile. che abbiano ragione? forse sono io che vedo tutto strano. forse sono io che quando vedo la dolcezza negli occhi, non faccio fatica a estenderla a tutto il resto e a vedere la bellezza come se fosse disegnata. in me ha sempre i contorni sbavati, ma in loro è talmente chiara da sembrarmi ovvia. insomma, le anime belle io le catturo, le faccio mie, le guardo e me ne innamoro ogni giorno un po', guardandone ammirata la beltà. che c'è di male?
quindi, bellissime amiche, ripiene di purezza interiore dotate di buona carrozzeria, non guardatemi come se fossi bisessuale a ogni abbraccio, non punitemi quando vi fisso impietosamente il decollete..vi giuro, non faccio apposta..è perchè vi voglio bene.
March 19 l'angolo della CULtura : " l'eleganza del riccio"
non sono nessuno per permettermi di scrivere una recensione, solo una ventenne discreta lettrice, divoratrice di volumi all'occorrenza, decisamente amante delle letture notturne e dei romanzi in generale. in ogni caso, questo libro mi ha colpito così tanto che sento il dovere di segnalarlo, per consigliarlo a chi ha gusti simili ai miei..ma in generale a chiunque voglia leggere qualcosa di nuovo, ben scritto e originale. protagoniste sono una portinaia, renè, e una dodicenne, paloma: entrambe intelligenti, curiose, acculturate, acute e sensibili..ma che si fingono insipide e ignoranti, finte vittime della superficialità e povertà di spirito del ricco ambiente in cui vivono. la prima, ironica e intelligentissima, appassionata di arte, letteratura, instancabile divoratrice di romanzi e filosofia; la seconda, piccola, superdotata, lucidissima e divertente, ricolma d'odio per la società a cui appartiene. renè e paloma sono due spiriti affini che si nascondono al mondo e che, seppur vicine, non si sono ancora incontrate. renè, sfiduciata e disillusa, cerca consolazione nell'arte; paloma, prigioniera di una famiglia di ricchi politici superficiali, progetta un suicidio coi fiocchi per fuggire a un mondo senza bellezza e pieno di catene. entrambe nutrono l'immortale speranza di trovare un senso alla vita, una bellezza pura, un'apparizione, un ritmo vitale, un sussulto, che le faccia sentire felici, utili, vive. un incontro importante con un ricco, vecchio e saggio giapponese le sveglierà dal torpore e le condurrà a conoscere la bellezza, il senso, l'amicizia, la verità, la felicità, il sentimento, la delicatezza, l'affinità di spirito. e niente per le due protagoniste sarà più lo stesso: quello che vedranno sarà un mondo diverso, come i loro nuovi occhi.. e non avrà più senso nascondersi, morire dentro, abbandonarsi al mutismo dell'anima. il libro è godibilissimo: ricco, acuto, divertentissimo, ironico, esilarante nel mettere in scena episodi veri e grotteschi, ma anche profondissimo, ripieno di citazioni letterarie, filosofie d'ogni tipo, riflessioni bellissime e dialoghi geniali. personalmente, mi sono innamorata della penna intelligentissima di quest'autrice, così lucida nel mettere in luce ogni aspetto della società, ogni risvolto del mondo come se sapesse davvero coglierne l'essenza. mi sono commossa per l'infinita tenerezza che suscitano le protagoniste, mi sono sentita ispirata a filosofeggiare, ma soprattutto mi sono divertita dall'inizio alla fine, in un susseguirsi di teatrini ironici e grotteschi. grazie allo zio marco che me l'ha consigliato..era da tantissimi mesi che non leggevo un libro così bello e particolare!! consigliato a tutti, soprattutto a chi vuole allenare la propria indole ironico-speculativa!! ;)
March 11 l'allegro angolo della depressionemanca una manciata di giorni alla primavera. e per noi persone un po' negative, a cui basta una fogliolina autunnale che cade o un rametto superstite nella neve per scatenare la depressione, la primavera è una ventata di buonumore. parlo per me, almeno: è molto più facile domandarsi che senso abbia la vita (puntualmente non trovandolo) quando fuori ci sono 2 gradi, un banco di nebbia fino a pavia, la pioggia acida che buca la giacca a vento e si è provvisti dell'unico ombrello trovato in casa, che, oltre ad essere di un colore improponibile, è quasi sempre rotto. o, come nel mio caso, che si autodistrugge non appena si tenta d'aprirlo. l'aura_degli alberi
March 03 l'opposto complementareFebruary 23 vergogna
mi vergogno di me stessa, ma da chi sto fuggendo? lo specchio tanto non dirà mai quello che vorrò. sono brava a trovare il buono negli altri, ma sputerei addosso a ogni arto che possiedo, getterei via tutte le parti vive del cervello, solo per non dovermi parlare più. provo schifo infilato sotto ai vestiti, mi faccio pena e di nuovo mi nascondo, e non so neanche perchè. so solo che il mio contenitore mi va stretto e il contenuto non mi appartiene, so solo che questa non sono io, nè in profondità nè in superficie, so solo che vorrei un altro corpo. oppure un'altra testa. a questo punto, credo sia più o meno lo stesso. February 22 oggi io |